giovedì 17 agosto 2023

Il vallone di Narbona, la montagna dimenticata

Reduci dal luglio più caldo dal 1880 e alle prese con un agosto che non demorde, la solida montagna ci è di rifugio. Pubblichiamo con piacere l'esperienza odierna del nostro Giancarlo Piccoli, che ha visitato anche per noi uno dei valloni più selvaggi e ingiustamente dimenticati delle nostre terre.

"Oggi volevo evitare il solito temporale ai piedi del Monviso, in valle Varaita . Mi sono diretto più a sud, in val Grana (quella del Castelmagno, per intenderci). Così  anziché uno, di temporali ne ho beccati tre più un quarto al ritorno a casa in valle. La meta era il vallone di Narbona, sopra la frazione il Colletto (dove è nata la Isoardi). Franchi vi descrisse la presenza di ammoniti,  ma non era quello lo scopo dell'escursione. La meta era la frazione di Narbona, uno degli insediamenti umani più incredibili del Cuneese. Vi si accede più facilmente passando dalla frazione Valliera, salita alla ribalta della cronaca alcuni anni fa perché oggetto di un grande recupero ambientale. Lasciata l'auto si raggiunge la "Narbu" in meno di due ore.


Periodicamente,  da quasi quaranta anni mi reco in quel luogo fuori dal mondo e ogni volta mi chiedo cosa abbia spinto decine di famiglie a stabilirsi in un posto così  inaccessibile. Molti se lo sono chiesto, senza trovare  risposta. È stato scritto anche un libro che racconta la vita di quella comunità.  Vi era anche la scuola (come in tutte le borgata alpine) e la maestra prendeva servizio a ottobre e fino a primavera non faceva ritorno a casa perché il vallone non era percorribile a causa delle valanghe.  Vi lavorò anche una maestra di Alba, la madre del dott. Murialdo.

Oggi la borgata è  un pericoloso cumulo di macerie e tetti pericolanti (come tutte le borgate dove non arriva la strada), si salvano poche costruzioni molto interessanti dal punto di vista architettonico perché vi sono passaggi e collegamenti coperti,  per evitare la neve. L' unico edificio messo in sicurezza è la chiesa,  grazie al rifacimento del tetto da parte di volontari. Nonostante la desolazione,  che aumenta ad ogni mio ritorno,  non viene mai meno il sentimento di stupore e di ammirazione per la caparbietà e lo spirito di adattamento alla natura ostile dimostrato da quella comunità, oggi sparita, impegnata in una vera e quotidiana lotta per la vita. Vi farò ritorno."

Il vallone di Narbona: la borgata è visibile tra gli alberi al centro della foto, a destra del torrente. Sullo sfondo in monte Tibert.

la chiesa di Narbona, recentemente messa in sicurezza

Narbona, che un tempo contava 150 abitanti, è disabitata dalla grande nevicata del 1960

dettaglio del monte Tibert, sullo sfondo

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