Girovagando per Alba - L'area archeologica nel cortile dell'ex Convitto "Umberto I"
Nelle foto: n.1 e 2, vedute dell'area archeologica del cortile dell'ex Convitto, con i resti del selciato stradale romano e dell'abside della chiesa medievale, riprese da https://www.qrtour.it/alba9/ ; n.3 e 4, facciata e fiancata della chiesa settecentesca di Santa Caterina d'Alessandria, riprese da W. Accigliaro, op. cit., pp.137 e 139.
In seguito alla progettazione del parcheggio, parzialmente interrato, nel cortile dell'ex Civico Collegio Convitto di Alba, all'incrocio delle vie Vida e generale Govone, gli archeologi eseguirono nel 2001 una verifica del sito con due trincee d'indagine, per poi procedere nel 2002 ad uno scavo esteso dell'area.
Già l'esplorazione tramite le trincee, che percorrevano lo spazio da est a ovest in parallelo con via Vida, permise di intercettare diversi resti di epoca sia romana che medievale: innanzitutto, a 1,40 metri dal piano attuale di calpestio venne trovata la strada romana, un cardine minore orientato nord-sud che divideva due isolati di 'Alba Pompeia' ('insulae' XXIX e XXX) situati a ridosso delle mura orientali. Come tutte le vie dell'Alba romana, anche questa era formata da ciottoli di fiume semplicemente conficcati nel terreno argilloso e con la caratteristica curvatura "a schiena d'asino" per permettere lo scorrimento delle acque piovane dal centro verso i lati della strada. Sempre pertinenti all'epoca romana, vennero ritrovate anche una pavimentazione in cocciopesto ed una struttura muraria originariamente intonacata, forse resti di un ambiente di servizio di una 'domus' occupante parte di un isolato cittadino.
In età post classica vennero poi realizzate qui diverse strutture con tecniche costruttive differenti, tra cui una grande vasca presumibilmente connessa ad attività artigianali. Fin dalle prime indagini emersero però soprattutto le poderose fondazioni di quello che doveva essere il convento medievale delle Suore Domenicane, collegato ad un'antica chiesa della stessa epoca. Successivamente, infatti, gli scavi hanno consentito di rinvenire i resti murari dell'abside di una chiesa edificata intorno al 1300.
La prima notizia dell'assegnazione di una sede di culto conventuale alle Domenicane, su un terreno al di fuori delle mura di Alba, la riporta l'erudito Giuseppe Vernazza (1745-1822) e fa riferimento ad un periodo non precedente il 1296. Sempre il Vernazza indica poi un documento del 1374 che attesterebbe l'avvio dei lavori per l'erezione di un nuovo oratorio per le Suore, questa volta entro la cinta muraria cittadina. La chiesa attuale di Santa Caterina d'Alessandria non corrisponderebbe però con il sito dell'antica chiesa del Trecento, come confermerebbe un'ipotesi dedotta da un disegno di Giovanni Tommaso Borgonio per la stampa d'incisione 'Alba Pompeia' nel 'Theatrum Sabaudiae', raccolta di immagini dei luoghi degli Stati di Savoia risalente al 1675: da qui si dedurrebbe che l'originaria chiesa conventuale occupava all'incirca la posizione dell'odierna sede Asl Cn 2. Non è quindi possibile sapere con certezza se la chiesa ritrovata negli scavi del 2001-2002 sia l'antica chiesa di Santa Caterina d'Alessandria oppure un'altra sede di culto pertinente allo stesso convento.
L'attuale chiesa in stile barocco, adiacente per un lato all'ex Convitto, è frutto invece di una ricostruzione di inizio Settecento della sede di culto del complesso conventuale, che, a quanto riportato dai documenti, versava ormai in pessime condizioni: inglobando parzialmente una preesistente casa privata, le cui aperture con archi in laterizio tamponate sono tuttora visibili sulla fiancata della chiesa, i lavori principali durarono dal 1705 al 1708. Non è ben chiaro chi abbia progettato il nuovo edificio, anche se, considerando la sua vicina residenza a Cherasco e i lavori contemporanei eseguiti ad Alba e La Morra, si può optare per l'ingegnere Filippo Domenico Pettiti (1675-1715). Il progetto nel 1710 della nuova facciata va invece ricondotto senza dubbio al conte architetto Carlo Giacinto Roero (1675-1749), membro dell'illustre famiglia locale e nipote del vescovo Giuseppe Roero (1658-1720).
A cura di Umberto Marucco
Per maggiori approfondimenti si veda:
- E. Micheletto e M. C. Preacco Ancona, "Alba, Cortile del Convitto Umberto I. Strutture di età romana e medievale", in "QSAP" ("Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte"), 19, Torino 2002, pp.142-143.
- W. Accigliaro, "Antiche chiese nel centro storico. La chiesa ex conventuale di S. Caterina d'Alessandria", in W. Accigliaro (a cura di), "Alba. Itinerari d'architettura storica e cultura figurativa tra antichità romana e primo Novecento", Alba 2018, pp.134-147.




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